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Il Castello

Il castello di San Benedetto Vecchio dista poche centinaia di metri dai resti del monastero di S.Benedetto costruito sul colle Pillio e venne ceduto in enfiteusi al comune di Gubbio in occasione della guerra con Perugia nel 1257.
Nel 1283 la cessione in enfiteusi venne riconfermata dal vescovo Jacopo.
Da allora il comune di Gubbio tramite i suoi supervisori fa sì che il castello di S. Benedetto sia sempre efficiente anche perché – sebbene situato nell’entroterra – era un valido baluardo contro le invasioni del nostro territorio provenienti da nord.

Nel 1384, in occasione di una delle tante guerre di confine, una donna, Vannuccia, porta i messaggi dal castello alle autorità comunali.
Restaurato nel 1411, assalito nel 1431 da Nicola della Stella (alias Nicola Fortebraccio), fu quartier generale del Capitano Bernardini quando assediò Pietralunga; munito di una bombarda grossa nel 1432, nuovamente assalito da Nicola della Stella nel 1433, fu un’altra donna, Nese, a comunicarne la notizia.
Il castello di S. Benedetto nel 1700 era proprietà del Sig. Giordani.

Durante la seconda guerra mondiale, nel 1944, fu caposaldo dell’esercito tedesco; fu cannoneggiato dalle truppe inglesi e polacche dislocate in località Sioli.
La terra e il caseggiato furono colpiti in maniera non grave. In tale evento bellico rimase ucciso un soldato tedesco, che venne poi sepolto vicino ai cipressi nell’interno delle mura del castello.
Nel 1950 la salma fu riesumata e trasferita nella sua patria.

Questo castello, di cui esistono ancora resti maestosi, la torre a base svasata e con unica porta d’accesso a 4 metri di altezza, parti delle mura e dei torrioni agli angoli, è ubicato in una sommità incantevole da cui si osserva un Panorama Magnifico; si intravedono i resti di Castel Franco, del Palazzo di Sesse, e la mole del castello di Piazza.

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